Cereali
Calendario della semina

Agrimec Srl

Quando si seminano i cereali? C’è un calendario da seguire?
In linea di massima sì: per ottimizzare le rese viene indicato come periodo ideale per la semina dei cereali l’autunno.

Ma se per qualunque motivo non si può seminare in questo periodo, cosa si può fare? In questo caso, per stabilire il giusto momento per la semina, che deve portare ad un buon raccolto tanto in termini quantitativi quanto in termini qualitativi, è necessario considerare tutta una serie di fattori, che comprendono la zona e il relativo clima, le caratteristiche specifiche delle cultivar e della loro alternatività.


Cosa si intende per alternatività?
L’alternatività è la capacità dei cereali di rispondere alle variazioni di temperatura e del numero di ore di luce, che è fondamentale perché possa attivarsi il meccanismo che determina il passaggio dall’attività vegetativa a quella riproduttiva. Praticamente si tratta della capacità della pianta di individuare il giusto momento dell’anno in cui terminare la produzione di culmi e foglie per passare all’emissione della spiga.
Questa capacità, però, si manifesta solo nelle varietà di cereali che possiedono un gene specifico, il gene Vnr1.
Le altre varietà sprovviste di gene Vnr1, per passare dalla fase vegetativa alla fase riproduttiva, hanno bisogno di stare a temperature comprese fra i 3 e i 10°C per un periodo variabile, da un minimo di 2/3 settimane fino anche a 10 settimane. Questo processo si chiama “vernalizzazione”.

Perché è importante fare questa differenziazione? Perché, in linea di massima, per ottimizzare le rese viene indicato come periodo ideale per la semina dei cereali l’autunno.
Nel caso in cui, però, dovessero verificarsi problemi che impediscono la semina tempestiva, è possibile posticiparla persino fino a marzo, purché vengano scelte le giuste varietà per il periodo, ovvero quelle che non richiedano periodi troppo lunghi di freddo.
In base a questa fondamentale distinzione, possiamo fare una classificazione dei cereali in tre categorie in funzione dei loro differenti periodi di semina; avremo, dunque, varietà alternative, semi-alternative e invernali.


• Le varietà alternative
Appartengono a questa categoria tutte quelle varietà che non richiedono periodi di freddo per passare dalla fase vegetativa alla fase riproduttiva e possono, quindi, essere seminate anche in primavera.
- Frumento tenero: Adelaide, Agadir, Albachiara, Aquilante, Arabia, Blasco, Guadalupe
- Frumento duro: Ariosto, Biensur, Casanova, Dylan, Karur, Neodur, Pitagora, Sculptur, Tirex, Tiziana, Vinci, Virgilio
- Orzo: Aldebaran
- Triticale: Trimour


• Le varietà semi-alternative
In questa categoria si trovano tutte quelle varietà che richiedono un periodo di vernalizzazione di 2/3 settimane e possono, pertanto, essere seminate indicativamente entro la fine di febbraio.
- Frumento tenero: Artico
- Orzo: Atenon, Cometa, Mattina, Ramata
- Triticale: Collegial, Talento, Universal


• Le varietà invernali
Queste varietà richiedono da 4 a 10 settimane di freddo, per cui è meglio seminarle entro la seconda decade di gennaio.
- Frumento tenero: Africa, Antille, Arezzo, Avorio, Azzorre, Eureka, Garcia, Mieti, Nomade, Palanca, Paledor, Soissons
- Triticale: Magistral

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