Recuperare un terreno abbandonato
Per farlo ritornare produttivo

Agrimec Srl

Recuperare un terreno abbandonato è un'attività impegnativa ma gratificante, che richiede tempo, pazienza e dedizione. Tuttavia, i risultati sono spesso sorprendenti e soddisfacenti, sia dal punto di vista estetico che produttivo. Inoltre, recuperare un terreno abbandonato significa anche contribuire alla salvaguardia dell'ambiente e alla valorizzazione del territorio.

Se avete un terreno abbandonato da tempo e volete riportarlo a nuova vita, ci sono alcuni passi da seguire per recuperarlo in modo efficace ed ecologico.
Ecco una guida pratica per trasformare un terreno incolto in un'area verde e produttiva.

terreno abbandonato


• Valutare lo stato del terreno
Prima di intervenire, bisogna osservare attentamente il terreno e capire quali sono le sue caratteristiche e le sue problematiche. Ad esempio, bisogna verificare se ci sono rifiuti, rottami, erbacce infestanti, animali nocivi, malattie o parassiti. Inoltre, bisogna analizzare il tipo di suolo, il pH, la fertilità, il drenaggio e l'esposizione al sole.


• Pulire il terreno
Il secondo passo è rimuovere tutto ciò che non serve o che può essere dannoso per il terreno e per le piante che si vogliono coltivare. Si possono usare attrezzi manuali o meccanici per eliminare i rifiuti, i rottami e le erbacce. Se ci sono animali nocivi, si possono usare trappole o repellenti naturali. In presenza di malattie o parassiti, si possono usare prodotti biologici o rimedi casalinghi.


• Arricchire il terreno
Una volta ripulito il terreno, se ne deve migliorare la qualità, apportando sostanze organiche e minerali che ne aumentino la fertilità e la struttura. Si possono usare fertilizzanti naturali o minerali, a seconda delle esigenze del terreno e delle colture che si vogliono impiantare.


• Lavorare il terreno
A questo punto il terreno è pronto per le lavorazioni, ovvero per la sua preparazione per la semina o la piantumazione. Questi lavori possono essere eseguiti con attrezzi manuali o meccanici: si possono usare zappe, vanghe, forche, aratri o altri strumenti per rompere i grumi, arieggiare il suolo, livellare la superficie e creare solchi o buche. Attenzione, però, a non lavorare il terreno quando è troppo umido o troppo secco, per evitare di danneggiarlo.


• Scegliere le piante
Quali piante abbiamo intenzione di coltivare nel nostro terreno recuperato? Dobbiamo decidere, sempre tenendo conto delle sue caratteristiche e delle nostre preferenze. Si possono scegliere piante ornamentali, da frutto, da orto, da foraggio o da legna, a seconda dell'uso che si vuole fare del terreno e dello spazio disponibile. Si deve anche considerare il clima, la stagione, la resistenza alle malattie e ai parassiti e la compatibilità tra le diverse specie.


• Coltivare le piante
Ultimo step e obiettivo finale del recupero di un terreno abbandonato: la coltivazione vera e propria, che consiste nel curare le piante nel corso del loro ciclo vitale, fornendo loro acqua, luce, aria e nutrimento adeguati. Si devono seguire le indicazioni specifiche per ogni tipo di pianta, in termini di irrigazione, potatura, concimazione e protezione da malattie e parassiti. Si devono anche effettuare operazioni di cura del terreno, che non si esauriscono con il recupero; si tratta perlopiù di azioni quali il diserbo, la pacciamatura e la rotazione delle colture.

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