Cimatura in vigna
Perché e come viene effettuata

Agrimec Srl

La cimatura è una delle operazioni che vengono effettuate durante la gestione del vigneto nella stagione vegetativa. Pur essendo un intervento apparentemente semplice, svolge un ruolo importante per l’equilibrio della pianta e per la qualità della produzione.
Capire perché si effettua e come viene eseguita aiuta a interpretare meglio le esigenze della vite e a intervenire in modo più consapevole.


Cos’è la cimatura
La cimatura è un intervento che consiste nel tagliare la parte finale dei tralci in fase di crescita, allo scopo di contenerne lo sviluppo in lunghezza. Viene eseguita quando questi hanno superato l’altezza utile del filare o della struttura di sostegno e tendono a crescere in modo disordinato.
A differenza della potatura invernale, che interviene sulla struttura stabile della vite, la cimatura agisce esclusivamente sulla vegetazione dell’anno, senza modificare in modo permanente la forma della pianta.


Perché si effettua la cimatura
Il primo motivo per cui si ricorre alla cimatura è il controllo dello sviluppo vegetativo.
In presenza di buona fertilità del suolo e disponibilità idrica, la vite tende a crescere in modo vigoroso, producendo tralci lunghi e fitti; senza interventi, questa vegetazione eccessiva può creare ombreggiamenti che penalizzano la maturazione dell’uva.

La cimatura contribuisce anche a migliorare il rapporto tra vegetazione e produzione: limitando la crescita dei tralci, la pianta riduce l’energia destinata all’allungamento e la redistribuisce verso grappoli e foglie già formate, favorendo una maturazione più uniforme.

Un ulteriore vantaggio riguarda la gestione sanitaria del vigneto: una chioma più ordinata e arieggiata migliora la circolazione dell’aria e riduce il rischio di sviluppo di malattie fungine, rendendo più efficaci anche eventuali trattamenti.


Quando intervenire
La cimatura viene eseguita più volte nel corso della stagione, in funzione dell’andamento climatico e della vigoria della vite. In genere si inizia quando i germogli superano l’ultimo filo di sostegno e si ripete l’intervento ogni volta che la crescita diventa eccessiva.
È importante evitare interventi troppo precoci o troppo drastici: una cimatura anticipata può stimolare una nuova crescita vigorosa, mentre tagli eccessivi possono ridurre la superficie fogliare necessaria alla fotosintesi.


Come viene effettuata
La cimatura può essere eseguita manualmente o meccanicamente, a seconda delle dimensioni del vigneto e del livello di meccanizzazione.
L’intervento consiste nel tagliare pochi centimetri della parte apicale dei tralci, mantenendo una lunghezza adeguata a garantire una buona attività vegetativa.
L’obiettivo non è “accorciare” drasticamente la pianta, ma mantenere la chioma entro limiti ordinati e funzionali, favorendo una distribuzione equilibrata della vegetazione lungo il filare.


Cimatura e gestione complessiva del vigneto
La cimatura non va vista come un intervento a sé stante, ma come una pratica inserita in una gestione complessiva della chioma. I suoi effetti sono strettamente legati allo stato generale della pianta e alle scelte agronomiche fatte in precedenza, a partire dalla potatura invernale.
Anche la fertilità del terreno e la disponibilità di acqua influenzano la risposta della vite alla cimatura, rendendo necessario adattare tempi e intensità dell’intervento alle reali condizioni del vigneto.


La cimatura della vite è un’operazione fondamentale per mantenere il controllo della vegetazione e favorire un corretto equilibrio tra crescita e produzione. Se eseguita nei tempi e nei modi giusti, contribuisce a garantire la qualità dell’uva, la salute del vigneto e l’efficienza delle operazioni colturali.
Si rivela, quindi, un intervento semplice solo in apparenza, ma di grande importanza, in realtà, per la gestione ottimale della vite.

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